La pazienza arrivò alla mia porta,

con passo lieve, come un’alba che ignora la fretta.

Mi sussurrò: “Le cose più belle

sono semi che il tempo custodisce,

e crescono solo se li lasci respirare,

se li nutri di attesa, se li proteggi dal vento.”

E piansi, perché volevo tutto subito,

ma il tempo mi insegnò a fiorire.

Poi venne la pace, con un sorriso di seta,

e mi disse: “Le tempeste sono solo passaggi,

non devi temere il fulmine che squarcia il cielo.

Resta ferma, ascolta il silenzio che segue il tuono.

Il caos è un’onda, ma tu sei l’oceano.”

E piansi, perché avevo dimenticato

di essere immensa, infinita, calma.

La speranza arrivò con una lanterna in mano,

illuminando sentieri che credevo perduti.

“I giorni migliori sono già in cammino,” mi disse,