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Più che una città, Lucca è un souvenir;

Come quei globi di neve che i turisti collezionano viaggiando.

Racchiude in sé un’immagine perfetta e immutabile,

sospesa nel tempo, intatta come un ricordo che si rifiuta di svanire.

Dentro quella sfera trasparente di vetro o cristallo,

c’è una scena in miniatura: una città-cornice,

un presepe immobile dove la neve cade lenta e delicata…

anche se, da quando sono qui, sinceramente: non ho mai visto nevicare.

Eppure, tutto resta fermo, immobile;

congelato in un’illusione di perfezione.

Così è Lucca.

Un luogo incantato, affascinante, amato dai turisti

che vogliono immergersi in un passato sospeso.

Ma per chi ci vive, quella magia può trasformarsi in prigione:

le mura non sono solo quelle che la circondano,

ma anche quelle che abitano nelle menti.

Una mentalità conservatrice, spesso chiusa e bigotta,

che non lascia spazio al cambiamento.

“I lucchesi sono tra le persone più scorbutiche e meno amichevoli (anche parecchio snob) che abbia mai frequentato… hanno una mentalità da paese molto chiusa e non sono per niente socievoli.”